la bellezza è nascosta nei posti più improbababili e inaspettati; si manifesta così all’improvviso, sorprendendoti perché mai avresti pensato che una cosa bella potesse celarsi in quel contesto, perché dimentichi sempre che “dal letame nascono i fior”, e che i fiori sono proprio belli perché contrastano con quel letame, si stagliano su quello sfondo.

tutto questo per dire che oggi leggendo proust ci ho trovato una scena di sesso tra donne.

voglio ringraziare sentitamente barboni, zingari, neri, ubriaconi panzoni, ubriaconi generici, muratori romeni, venditori pakistani, cinesi, punkabbestia, vecchie in ciabatte e altri esempi di umanità varia che affollano quotidianamente autobus e treni.

se si siedono in un posto, anche se l’autobus è affollatissimo, nessuno si siederà accanto a loro. è matematico. in tutti gli autobus affollatissimi, coi vetri appannati e la gente pressata, c’è sempre un posto libero attorno a qualcuno dall’aspetto poco raccomandabile, anche in pieno giorno. se l’individuo è seduto in quei posti in cui ci sono 4 sedie disposte di fronte i posti liberi salgono spesso a tre; un’isola felice nel caos perenne dei mezzi pubblici pieni oltre l’inverosimile.

grazie a loro riesco (quasi) sempre a poggiare le mie chiappe in un posto comodissimo e viaggiare seduto su mezzi affollatissimi. tanto io sono un antirazzista dei mezzi pubblici, odio tutti coloro che ci stanno, senza distinzione di classe o colore della pelle, specialmente la mattina presto. grazie sentitatamente, da me e dalle mie chiappe.

p.s.: il massimo imprevisto che mi è capitato in 5 anni è stato che una volta un barbone-zingaro panzone mi ha chiesto se avevo una bottiglia d’acqua in una strana lingua. si si, fate proprio bene a diffidare dei “diversi” se questo è il prezzo da pagare…

sarà l’euforia di aver montato due nuovi copertoni lisci sulla mia fida bicicletta ma oggi ho riflettuto sul perché amo così tanto spostarmi per la mia città in bici, come faccio ormai da anni. si vabbè, i motivi sono molteplici, di sicuro c’è l’ambientalismo, la mobilità sostenibile, le città a misura d’uomo,fare moto…ma il motore che mi spinge è fondamentalmente il fatto che mi diverto ‘na cifra. non mi diverto tanto, ma mi diverto proprio ‘na cifra, che è diverso.

mi diverto di più adesso di quando ero un ragazzino, perché il senso unico di libertà che ti può dare sfrecciare con la tua bici su una discesa è una di quelle sensazioni che sono come il vino, più passa il tempo e più migliorano. vive la vélorution!

voglio fare un post brevissimo, solo per dire questo: oggi sono stato a l’aquila ed è ancora tutto come era subito dopo il terremoto. il centro è chiuso, inaccessibile, con uomini in divisa a presidiarlo. si può chiudere una città? sono stato all’università e c’è ancora la mensa distrutta, uno spazio enorme transennato, con tutte le macerie attorno e le crepe sui muri come il giorno dopo il sisma. girando per le strade vedi solo case aperte con ancora i mobili dentro e container di merda dove i bambini sono costretti ad andare a scuola. già, a scuola in un container di merda e dalle finestre puoi persino vedere la tua vecchia casa ancora distrutta. che rabbia, cazzo. cazzo.

lo scorso fine settimana l’ho passato con due giapponesi. mi ha colpito la loro cultura così affascinante e profondamente dalla nostra, il loro modo di comportarsi era anni luce lontano dal mio, sembravamo veramente due persone di pianeti diversi. avevamo differente modo di rapportarci agli altri, una lingua differente, addirittura un tono di voce differente e un modo di comportarci in mezzo alle persone quasi opposto.

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